Fatti di cronaca

“Io e i cani, per l’Italia a salvare persone”
Filosofia e coraggio, la fiaba di Ferruccio

“Quando prendi un cucciolo non puoi sapere prima se ha l’istinto di salvare le persone, lo capisci quando lo vedi correre verso chiunque è in difficoltà, ho avuto la fortuna di prendere un cane cosi e 33 anni fa è iniziata la mia avventura”.
Una stretta di mano “ciao sono Ferruccio di Napoli…piacere Ferruccio di Milano” e il 18 maggio 2019 è stata subito amicizia con il capo della Scuola italiana cani salvataggio (Sics) Ferruccio Pilenga, la migliore al mondo.

Milanese di 62 anni, vive a Brescia ma è ovunque con la simpatia di trecento coraggiosi quattro zampe, una grande famiglia sparsa d’estate in tutta Italia per salvare esseri umani a mare, sui monti, nei laghi.
Ferruccio deve il nome al nonno bersagliere ciclista, morto giovane e mai conosciuto, la filosofia di vita invece ai suoi studi..filosofici. “Volevo insegnarla quando all’università mi son fermato a metà con gli esami per dedicarmi alla fotografia. Ma tra i cani ho portato un po’ di Kant e Seneca”.

La sua fiaba inizia con un miracolo
“Mia figlia Valentina aveva 5 anni e fu salvata dal mio primo terranova in un lago, oggi per fortuna ha 39 anni. Quando son partito nell’89 non avevo mai visto un terranova in vita mia, andavo in montagna e vedevo cani pastori con un forte istinto di salvataggio e protezione, volevo un cane da soccorso, “utile”, per la famiglia ma che potesse aiutare gli altri. All’epoca il mio rammarico fu che i colleghi della protezione civile usavano i cani solo per il cercapersone scomparse, non facevano soccorso in acqua”.

In spiaggia una volta potevano andare solo cani per ciechi
“Si cosi è nata la sfida. L’istinto è stato la base su cui ho costruito il cammino, la presa al polso del cane sulla persona è un gesto tipico e tutto il lavoro nostro è trasmettere questo istinto di generazione in generazione. Il cane istintivo è quello che va a salvare chiunque, poi subentra la tecnica. Nei libri sui terranova americani si narra la leggenda che i cani salvassero le persone sui velieri dell’800…”.

Porti i cani dai bambini malati e nelle case per anziani…
“Un bambino malato in ospedale se porti il cane si illumina, è il suo eroe. Andiamo a trovare bimbi tetraplegici, in dialisi, penso alla fondazione De Marchi al policlinico di Milano e questo approccio funziona anche con gli anziani. Ai bambini diamo un appuntamento, come se il cane gli dicesse “guarda che ti aspettiamo vicino al mare”, il bambino ci crede e noi siamo con i cani sulla spiaggia a aspettarlo. Andiamo dove ci invitano, quando ci volete noi ci siamo, è tutto gratuito, puro volontariato dall’89”.

Siete ovunque, da nord a sud
“E anche in Francia, Svizzera, Germania e Stati Uniti con progetti pilota, abbiamo circa trecento cani attivi, il 10 per cento lo perdiamo ogni anno per anzianità o altro. Vedi io ho impiegato 35 anni a creare questo esercito della salvezza, perciò all’estero faticano e ci considerano la migliore scuola di cani. E sai una cosa?”

L’elicottero?…
“Ecco, i miei cani devono avere almeno tre anni prima di lanciarsi dall’elicottero, il primo volo fu nel ’92 quando il mio primo terranova Mas aveva tre anni, poi arrivò Mas 2, poi Reef scomparsa lo scorso aprile a soli 7 anni. E ora un’altra Reef (nella foto) che ha festeggiato un anno il 28 novembre”.

Una regione che ti ha colpito di più?
“In Campania la prima volta a Castel Volturno nel 2019 mi stupì vedere tanti seguaci che non pensavo di avere e poi Soverato in Calabria, mi son trovato gente che a mille km credeva in quello che facevo, la mia filosofia, come fossi un fratello”

E funziona anche sui cani, la filosofia?
“Certo, rispettare le doti caratteriali di ogni cane senza forzare nulla, il cane deve essere libero di esprimersi, come dovrebbero fare i genitori con i loro figli”.
Ferruccio Fabrizio

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