Salvatore Carli. Volevo dedicargli da tempo un riconoscimento che non ha mai avuto, nemmeno dallo Stato che non gli hai mai dato la tutela per la sua incolumità nonostante le minacce e gli attentati e gli ha riconosciuto a malapena un’invalidità di 400 euro per un incidente in cui hanno tentato di ammazzarlo.
Carli è davvero il numero uno nell’antimafia che agisce e non si perde in chiacchiere. La nostra amicizia è nata in modo semplice vent’anni fa, tra indagini e inchieste delicate dove a rischiare la pelle era soprattutto lui. Una stretta di mano, un gesto leale, gli occhi limpidi. Amici per sempre.
Per le riprese sono andato in alcuni luoghi cari a me e Giovanna, la Mostra d’Oltremare, il Granatello di Portici, nel centro di Napoli, per la prima volta non da solo, ci sono andato con Salvatore che ha messo a rischio la vita ogni volta che ha firmato pezzi di carta che accusavano gente brutta e pericolosa.
Al molo di Mergellina un gabbiano volteggiava su di noi, quando ho messo insieme le immagini realizzate mi sono accorto che quella creatura in volo spunta nel video al secondo 12, il numero di Giovanna. Salvatore era incredulo, ma nemmeno tanto.

