Home STORIE (un po' di umanità)Destro e sinistro, per sempre Evaristo

Destro e sinistro, per sempre Evaristo

Destro e sinistro, per sempre Evaristo

da ferruccio.fabrizio@gmail.com

Il 12 il suo numero, il giorno di nascita, il dodicesimo scudetto con le sue prodezze, 12 perché quando Evaristo Beccalossi era ispirato l’Inter giocava in 12. Nemmeno Claudio Gentile è riuscito a fermarlo, ricordo un Inter-Juventus 4-0, Furino non ci capì niente e la leggenda sussurra che qualche tunnel di troppo ai bianconeri costò a Evaristo la maglia azzurra.

Poi spegneva la luce e l’Inter rimaneva in 10, come la maglia che indossava. “I miei compagni rassegnati mi dicevano ogni volta, oggi o giochiamo in 12 o in 10”. Nel calendario dei ricordi avevo cosi segnato il 12 maggio, Beccalossi avrebbe compiuto 70 anni, volevo ripagare il talento della mia adolescenza, il suo regalo nel giorno del mio onomastico, 28 ottobre ’79, quando rifilò due gol al Milan in una domenica italiana sotto al diluvio. Avevo 14 anni.

Strane coincidenze segnano il percorso del cuore, 12 è anche il numero di Giovanna, che non vidi più da quando Evaristo andò via dall’Inter, 1984. Raccontava Alex Zanardi che la vita ha più fantasia di noi e prima o poi ti becca, la musica di questo video è stata scritta dall’amica francese Corine Coco per amore di un uomo che non c’è più, io l’avevo scelta per i 70 anni di Beccalossi ma il povero Evaristo non ci è arrivato, ha infilato l’ultimo contropiede, divino e doloroso.

Se n’è andato tre mesi dopo il suo caro amico Nazzareno Canuti, compagno nell’ultima squadra campione d’Italia senza stranieri Bordon, Canuti, Baresi… Racconta la figlia Nagaja che la morte di Nazzareno ha spento anche la luce ormai soffusa del padre, ma che ha fatto a tempo a dirgli dell’ultimo scudetto, numero 21, contrario di 12, la fine di tutto o forse l’inizio.

Related Videos

Lasciaci un commento