Home STORIE (un po' di umanità)Marilyn, così brava così triste

Marilyn, così brava così triste

Marilyn, così brava così triste

da ferruccio.fabrizio@gmail.com

“Sei la donna più triste che abbia mai conosciuto”, le dice Clark Gable ne Gli spostati (1960), era il copione ma anche la proiezione del desiderio più intimo dell’attrice, suscitare interesse dell’anima. Fu l’ultimo film di entrambi, Gable che rifiutava le controfigure anche nelle scene più temerarie e già malato di cuore, morirà per un malore 12 giorni dopo la fine delle riprese, Marilyn Monroe due estati dopo.

Sparì come un pulviscolo d’oro, la notte del 5 agosto 1962. L’autopsia non restituì certezza dell’abuso di barbiturici e le indagini neanche un rapporto di polizia. Sparì il suo diario rosso, ci annotava tutto. Sopravvissuta alla pietà ruvida degli orfanatrofi e agli abusi, forse Marilyn Monroe non aveva voglia di farla finita a 36 anni.
Questa ipotesi chiama in causa le miserie umane dei potenti e trova spunti nelle testimonianze degli attori che riempirono la scena del dramma, l’autista dell’ambulanza, il medico, il poliziotto, accorsi nella casa a Los Angeles in cui la star viveva in due stanzette, non certo come una diva sfarzosa di Hollywood. Quella notte la polizia fermò un’auto a forte velocità vicino casa della Monroe, a bordo c’erano il suo psichiatra e Robert Kennedy con il cognato.
In un’ultima intervista Marilyn si immaginava, più vecchia, in ruoli distanti dall’oca bionda che gli studios le avevano cucito. A restituire giustizia in vita al talento di Norma Jeane, nome di battesimo, ci pensò Billy Wilder durante le riprese di 𝐴 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒 𝑐𝑎𝑙𝑑𝑜: “E’ un genio assoluto come attrice comica”.
Simone Signoret nella sua autobiografia la ricordava spettinata, senza trucco, una vestaglietta da pochi soldi. Marilyn fu sfiorata da pensieri delicati solo da uomini omosessuali. Elton John le dedicò Candle in the wind (Candela nel vento), Pier Paolo Pasolini una poesia.
La mattina del 5 agosto non c’era nessuno che si occupasse del suo corpo, una madre, figli mai avuti, parenti. Fece tutto Joe DiMaggio, il secondo marito, al funerale volle solo 31 persone e nessuna celebrità. La salma è stata tumulata ma allo scrittore Truman Capote, con cui condivideva le ferite della vita, Marilyn Monroe confidò che avrebbe voluto essere cremata e che le ceneri fossero disperse sulle onde del mare.

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