Home STORIE (un po' di umanità)Kevin Keegan, il suono del gol

Kevin Keegan, il suono del gol

Kevin Keegan, il suono del gol

da ferruccio.fabrizio@gmail.com

Famiglia povera, piccolo di statura, tanta bronchite, gli dissero che non sarebbe mai diventato un atleta ma la suora Mary Oliver, direttrice della scuola riconobbe il talento e lo incoraggiò a seguire i sogni. Kevin Keegan nel 1961 aveva 8 anni e tra i banchi diventerà il piccolo capitano nella squadra di cricket, leader in quella di rugby. Nel suo orizzonte calcio e leggenda.

In un’intervista qualche anno fa disse di essere stato il giocatore più normale a vincere il Pallone d’oro. “L’umiltà è la base della grandezza” lessi insieme a Giovanna in un bar nel porto di Ferrol (Spagna) la mattina in cui iniziammo il cammino di Santiago. Kevin Keegan è tra i più grandi del football, grande in tutto.

La musica nei piedi, cantava come una pop star. Keegan è il simbolo migliore degli anni ’70 e dell’Inghilterra che insegnava al mondo la lealtà sportiva, talento e coraggio, generoso e elegante, destro e sinistro, ala e centravanti, una scheggia così rapida per i suoi tempi, micidiali i colpi di testa.

Un trascinatore che non si dava arie, ha lasciato un epitaffio in tutti i club, Liverpool, Southampton, Amburgo, Newcastle. Imprevedibile anche fuori campo, a 30 anni infilò tutti in contropiede e scelse la seconda divisione (la serie B) pur di giocare nella squadra tifata dal padre minatore e restare fedele al suo cuore laburista, i fan del Newcastle increduli e grati, oggi lo piangono come un figlio.

Era il 1983, dopo il Newcastle l’addio. Keegan aveva vinto tutto, col Liverpool tre campionati, una Coppa Campioni, due Coppe Uefa, con l’Amburgo un campionato e due Palloni d’oro. Nell’84 si ritirò con la famiglia a Marbella sud della Spagna. Rientrerà nel football sette anni dopo, eccellenti gli anni da allenatore, tranne la Nazionale, il suo cruccio.

Kevin Keegan che nacque il 14 febbraio ’51 nel nord dell’Inghilterra, sposato da 52 anni con Jean, se n’è andato a 75 anni, era l’idolo di Maradona che da ragazzino guardava King Kevin e sognava di diventare anche lui il re.

 

 

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