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“E ora di nerazzurro il cielo si colora”

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E ora di nerazzurro il cielo si colora, cantavano i Camaleonti che per l’Inter scrissero uno storico inno. La colonna sonora che Stramp ha scelto per il tributo al club, è anche una carezza al leader del gruppo Tonino Cripezzi che se n’è andato il 3 luglio di due anni fa, quaggiù cantava “eternità spalanca le tue braccia” e quel cielo ora lo conosce bene.

Quando uscì “Cuore nerazzurro” nell’84 all’Inter arrivò Kalle Rummenigge, gigante del calcio che come Ronaldo non ha mai cucito il tricolore sulla maglia nerazzurra. All’Inter gli scudetti non sono mai stati una conquista banale. Memorabile il primo della mia infanzia felice nel 1971 con una rimonta di sei punti sul Milan (due a vittoria, 16 squadre).

Nella mia vita ne ho visti dieci che valgono una stella al ricordo, valgono l’eternità le due stelle che non posso staccare dal cielo, papà Dario e la mia Giovanna che amava vestire i colori del cielo e della notte.

Con la tenerezza di una leggenda di 81 anni Sandro Mazzola in queste ore ricorda che cos’era San Siro il giorno in cui la sua Inter vinceva la prima stella il 15 maggio del ’66, “un’atmosfera incredibile.” Un mondo scomparso in cui domenica voleva dire domenica.

E’ il secolo attraversato da mia zia Giuliana, cuore nerazzurro di 95 anni, nata a San Donato Val di Comino ai piedi delle montagne d’Abruzzo, donna profonda, ancora cosi lucida, appassionata, competente, come ai tempi di Sarti, Burgnich, Facchetti…

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