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Fascista e gentiluomo, salvò dai nazisti i soldi degli operai e li restituì alla fabbrica a fine guerra

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Agosto 1943. Mentre i tedeschi si apprestavano a lasciare Napoli sotto i bombardamenti degli angloamericani, 𝐺𝑖𝑒𝑠𝑒𝑝𝑝𝑒 π‘π‘Žπ‘‘π‘Žπ‘™π‘’ scendeva da casa per compiere un’azione leggendaria. πΈπ‘Ÿπ‘Ž 𝑖𝑙 π‘π‘Žπ‘ π‘ π‘–π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘“π‘–π‘‘π‘’π‘π‘–π‘Žπ‘Ÿπ‘–π‘œ π‘‘π‘’π‘™π‘™π‘Ž π‘“π‘Žπ‘π‘π‘Ÿπ‘–π‘π‘Ž π‘‘π‘’π‘™π‘™β€™πΌπ‘™π‘£π‘Ž e si preoccupΓ² di salvare dalle rovine e dai saccheggi del nemico le paghe dei circa tremila dipendenti dell’acciaieria. π‘…π‘Žπ‘π‘π‘œπ‘™π‘ π‘’ π‘π‘–π‘Ÿπ‘π‘Ž 12 π‘šπ‘–π‘™π‘–oni 𝑑𝑖 π‘™π‘–π‘Ÿπ‘’ (piΓΉ o meno l’equivalente di 7 milioni di euro), tutti in contanti comprese 400 mila lire in spiccioli e li nascose in una valigia.
A guerra finita consegnΓ² tutto alla fabbrica. πΏπ‘Ž π‘ π‘‘π‘œπ‘Ÿπ‘–π‘Ž 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑒𝑠𝑒𝑝𝑝𝑒 π‘π‘Žπ‘‘π‘Žπ‘™π‘’ 𝑒̀ π‘Ÿπ‘–π‘šπ‘Žπ‘ π‘‘π‘Ž π‘β„Žπ‘–π‘’π‘ π‘Ž 𝑖𝑛 π‘žπ‘’π‘’π‘™π‘™π‘Ž π‘£π‘Žπ‘™π‘–π‘”π‘–π‘Ž π‘π‘’π‘Ÿ 75 π‘Žπ‘›π‘›π‘–, al circolo Ilva di Bagnoli tra i vecchi caschi gialli se ne parlava ma nessuno ha pensato di renderla pubblica. Giuseppe simpatizzava per il fascismo ma nel momento piΓΉ tragico ebbe a cuore solo il sangue e il sudore dei suoi colleghi.
Nella ricostruzione storica del video, ecco frammenti dell’πΌπ‘ π‘‘π‘–π‘‘π‘’π‘‘π‘œ 𝐿𝑒𝑐𝑒, il documento del 26 giugno ’45 della direzione generale dellβ€™πΌπ‘™π‘£π‘Ž 𝑑𝑖 πΊπ‘’π‘›π‘œπ‘£π‘Ž che attesta il nobile gesto, la π‘‘π‘’π‘ π‘‘π‘–π‘šπ‘œπ‘›π‘–π‘Žπ‘›π‘§π‘Ž 𝑑𝑖 𝑃𝑒𝑝𝑝𝑒 π‘π‘Žπ‘‘π‘Žπ‘™π‘’ π‘›π‘–π‘π‘œπ‘‘π‘’ 𝑑𝑖 π‘›π‘œπ‘›π‘›π‘œ 𝐺𝑖𝑒𝑠𝑒𝑝𝑝𝑒. E le bellissime foto, tra cui πΈπ‘›π‘Ÿπ‘–π‘π‘œ π΅π‘’π‘Ÿπ‘™π‘–π‘›π‘”π‘’π‘’π‘Ÿ a tavola nella mensa con π΄π‘›π‘‘π‘œπ‘›π‘–π‘œ π΅π‘Žπ‘ π‘ π‘œπ‘™π‘–π‘›π‘œ, pubblicate per la prima volta sul VenerdΓ¬ di Repubblica nell’ottobre 2009 in un servizio di Ferruccio Fabrizio, giornalista che ha creato π‘†π‘‘π‘Ÿπ‘Žπ‘šπ‘ con Stefano Consolati.

Bagnoli Γ¨ stato dal dopoguerra il quartiere di Napoli con il piΓΉ basso tasso di criminalitΓ  grazie alla cultura del lavoro, diffusa anche tra le massaie che uscivano per la spesa al suono della sirena della fabbrica. Quel che resta oggi dell’Ilva convive con le millanterie dei politici che sulla bonifica hanno messo e perso la faccia, mentre il pontile sull’orizzonte sembra indicare un futuro sospeso e malinconico.

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1 Commenti

Floriana 17 Agosto 2021 - 21:51

Memorabile il nobile gesto di quest’ uomo. Doveroso dedicargli un ricorso.

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