“Riva è un supereroe perché ha vinto il tempo” scrive Gianfelice Facchetti in “C’era una volta a San Siro”. Aveva 9 anni quando il padre Ugo fu trapassato da un metallo in fabbrica e il giorno che Gigi subì un grave incidente di gioco, pensando al papà morto sul luogo di lavoro, si vergognò che un infortunio su un campo di calcio fosse raccontato come un lutto nazionale.
Finì in tre collegi religiosi “ci obbligavano a pregare e ci umiliavano perché eravamo poveri, sono scappato”. Aveva 17 anni quando la mamma Edis morì di cancro, lo hanno visto piangere come mai nella sua vita. Pochi giorni prima il Legnano gli aveva staccato il primo assegno di 100 mila lire, pochi anni prima morì Candida, una delle sue tre sorelle.
Atterrò a Cagliari un ragazzo magro e scavato, “massacrato dalla vita e incazzato”. Gli avevano raccontato la Sardegna come un “luogo di punizione”, così lontano che dalla finestra d’albergo scrutando alcune luci “quella deve essere l’Africa”. Piantò il suo coraggio tra la terra e il cielo e fu amato come nessuno. L’isola sarà la sua casa. Il gol la sua missione.
Padre Pio il suo custode. Il cattolico Gigi ne era devoto, come i sardi alle sue prodezze. E per Gianni Brera fu Rombo di Tuono, “la trovai una cosa bella perchè detta da un giornalista eccezionale”.
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Mani ai fianchi e pugni chiusi, lo hanno venduto tre volte “ma io sempre rifiutai”. Angelo Moratti “sapendomi interista, mi mandava una sterlina d’oro per Natale, credo abbia dato dei soldi al Cagliari per garantirsi che non andassi altrove”.
L’Inter di Skoglund e Lorenzi la sua quadra da ragazzino. Il “gol favoloso” al Vicenza, epico nella radiocronaca di Sandro Ciotti, “il più bello e difficile, perché la palla arrivava dalla parte opposta”, 18 gennaio 1970. Il difensore più forte “Tarcisio Burgnich, la roccia”, il Brasile di Pelé imbattibile. Gori, Boninsegna, Cera, gli “amici veri”.Giacinto Facchetti “il nostro angelo”.
“Mia madre, non riesco a parlarne, una donna straordinaria, quattro figli da tirar su e non ci ha mai fatto capire che era in difficoltà, avrei voluto farle vivere una vita decente, è stata la persona più importante nella mia vita”.
Dribblava i giornalisti “non mi è mai piaciuto mettermi in mostra”, ma a Gianni Mura ha raccontato un po’ di cose, che all’improvviso al ristorante mollava tutti e usciva a correre in macchina, a tutta velocità sulla costa, da solo.
Gigi Riva, detiene ancora il record di gol in Nazionale. Il 7 novembre avrebbe fatto 80 anni. Il 22 gennaio è diventato eterno.

