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Non c’era Natale senza panettone Motta, il mondo scomparso di Carosello

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Nell’archivio il filmato è schedato così: culto alto, interesse assoluto, fascino reale, ricordo buono. Altri tempi. A proposito, correva l’anno 1975. L’agenzia era la Publinter, il prodotto il panettone. Motta, naturalmente.

Autore il regista e sceneggiatore milanese Luciano Emmer, ricordato per il film Le ragazze di piazza di Spagna (1952) ma soprattutto leggenda del Carosello di cui girò la prima sigla con i siparietti che si aprivano uno dietro l’altro.

Un giorno arrivò oltre Cassino e riuscì a coinvolgere i mille abitanti di un paesino del Lazio e altre comparse della bella Val di Comino sorvegliata dal Parco d’Abruzzo. Quattro spot natalizi girati a Atina per il celebre Carosello trasmesso ogni sera dalla Rai prima delle 21. Era pubblicità della Motta, di cui oggi resta solo il marchio, eppure testimonianza di un mondo scomparso.

La neve finta e i sorrisi pure, ma la partecipazione era autentica, attorno a un panettone gigante alto dodici metri. Gli abitanti alle 20 chiudono i negozi e si incamminano verso la piazzetta del paese, Luciano Emmer raccontava cosi il senso di una comunità. Ad Atina nel dicembre 1975 esistevano 160 botteghe, bar, negozietti, oggi a malapena una decina.

Il regista usò per le riprese un dolly gigante, un carrello volante tra i vicoli di Atina, prodigio tecnico per quel tempo. E tenne svegli gli abitanti, per giorni e giorni. Tanti non ci sono più, come quel bambino paffutello e vestito di bianco che ci augura buone feste. Altri si riconosceranno col peso degli anni, dentro un telefonino che ha alleggerito il tempo.

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