Due anni fa, gennaio, segnai nella mia agendina immaginaria la data del 7 novembre 2024. Gigi Riva avrebbe compiuto 80 anni e l’idea di andare a Cagliari sulle tracce di Rombo di Tuono scaldava il mio cuore. Immaginavo come bussare timidamente alla porta del campione che non amava parlare di sé ma quella porta lasciava socchiusa al senso umano delle cose.
Volevo dividere con la mia Giovanna un reportage di passione nella terra dove Gigi Riva piantò il suo coraggio, un privilegio che ero certo il tempo ci avrebbe concesso. C’è stato solo tempo di piangere. Giovanna è andata lassù il 21 dicembre 2023 e un mese dopo anche il “più coraggioso calciatore che io ricordi” disse di lui Gianni Brera. Non ho avuto nemmeno la forza di ricordarlo.
L’ho fatto lo scorso 7 novembre per i suoi 80 anni sfiorati e oggi 22 gennaio, a un anno dalla scomparsa, saldo parte della mia riconoscenza.
Ho condiviso un po’ d’umanità col figlio Nicola (merci bien Gianfelice Facchetti) a cui ho rimesso il mio viaggio perduto. “Questo nostro dolore non andrà mai via” mi ha sussurrato commosso. Gli ho spiegato Stramp in due parole, pure e semplici, piccola isola che accoglie i naufraghi dei sogni, suo padre qui sarebbe di casa, con la sua finestra sul tramonto.
“Papà amava proprio questo, le cose semplici e autentiche” mi raccontava Nicola che oggi ha dedicato alla figura di Gigi Riva parole degne del padre “…sei nell’autografo o la foto che faccio con la gente, che chiedono a me ma che in realtà vorrebbero da te”.
Gli ho ricordato un’intervista a Raitre, forse la più bella, in cui Riva parlando della madre perduta a 17 anni non riuscì a dire fino in fondo il suo dolore, Nicola si è emozionato tanto “si, è stato il dolore più grande di papà, non avere avuto il tempo di assicurare alla mamma una vita migliore e di vedere il figlio quello che è diventato. Erano entrambi molto devoti a Padre Pio”. Come i sardi alle sue prodezze.
Gigi Riva, dio greco, eroe antico, oppure un gladiatore, Pasolini andò oltre, come sempre: “Egli è un poeta realista”. Giampiero Galeazzi giovane cronista mandato da Tito Stagno a strappargli due parole, era cosi emozionato che gli chiese solo l’autografo e Riva, con quel sorriso un po’ a metà, “ma vuoi l’autografo o l’intervista?”.
Mi sono commosso anch’io ascoltando Piero Marras, l’autore della colonna sonora che accarezza queste immagini, acrobazie, colpi di classe, rovesciate, rombi di tuono. Marras, 76 anni, è un grande cantautore e una persona sensibile, lo ringrazio. Ci incontreremo forse un giorno a Roma “quando Gigi Riva tornerà”.
Ferruccio

