Sydney Pollack Γ¨ stato il suo regista di casa, Paul Newman il suo attore fraterno. Ma con chiunque abbia lavorato, Robert Redford Γ¨ rimasto sempre fedele a se stesso, coerente e impegnato in pellicole dai contenuti forti e mai banali: πΆπππ£π πππ π π πππ ππ£πππ ππ πππ π πππππ, πΆπππ ππππ£πππ, πΏπ π π‘πππππ‘π, π΅π’π‘πβ πΆππ π πππ¦, ππ’π‘π‘π πππ π’πππππ πππ ππππ πππππ‘π, πΌ π‘ππ ππππππ πππ πΆπππππ, π΅ππ’πππππ, πΏπ πππ π΄πππππ…Il suo debutto come regista gli valse quattro Oscar nel 1980 con Gente comune. Degli ultimi anni segnaliamo il crepuscolare All is lost -Tutto Γ¨ perduto (2013) e una parte delicata ne Il drago invisibile (2016), tenera storia d’immaginazione.
Con Pollack l’attore nato in California a Santa Monica il 18 agosto 1936, ha creato il Sundance film festival, una delle principali vetrine del cinema indipendente che ha permesso a tanti autori sconosciuti di emergere lontano dal plastificato star system di Hollywood a cui Redford non Γ¨ mai stato allineato. Dopo Le nostre anime di notte e Old man & the Gun ha detto addio al cinema come attore. Gli dedichiamo il frammento di uno dei migliori thriller di spionaggio della storia del cinema, accanto al grande Max Von Sydow. E nei prossimi giorni un trailer, il Condor merita il bis.
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